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Tempo di lettura: 4 minuti
Prima o poi succede.
Durante un incontro, una call o uno scambio di messaggi, il cliente cita un altro professionista.
«Abbiamo parlato anche con un’altra wedding planner.»
«L’altro preventivo è più basso.»
«Ci hanno proposto un servizio diverso.»
«Abbiamo visto che loro lavorano in un altro modo.»
È un momento apparentemente semplice, ma può cambiare immediatamente il tono della conversazione.
La prima reazione è spesso difensiva. Si sente il bisogno di spiegare perché il proprio servizio è migliore, giustificare il prezzo, evidenziare ciò che l’altro professionista non offre oppure aggiungere qualcosa alla proposta per renderla più competitiva.
In quel momento il confronto rischia di trasformarsi in una gara.
Ma il cliente che mette due professionisti a confronto non sta necessariamente chiedendo: «Chi è il migliore?».
Molto più spesso sta cercando di capire quale sia il professionista più adatto a lui.
Ed è una domanda completamente diversa.
Immagina una coppia che abbia incontrato due wedding planner. La prima propone un metodo molto strutturato, con procedure definite, strumenti di lavoro precisi e una presenza costante durante tutto il percorso. La seconda lavora in modo più flessibile, lasciando maggiore autonomia alla coppia e intervenendo soprattutto nei momenti decisivi.
Entrambe possono essere professioniste valide.
Entrambe possono ottenere ottimi risultati.
Eppure non stanno offrendo la stessa esperienza.
Se una delle due prova a vincere il confronto elencando tutto ciò che fa meglio dell’altra, perde di vista il punto essenziale: la decisione del cliente non riguarda soltanto la qualità del servizio, ma la sua compatibilità con ciò che sta cercando.
È qui che entra in gioco il posizionamento professionale.
Posizionarsi non significa dichiararsi migliori.
Significa rendere riconoscibile il proprio modo di lavorare, il valore che si porta e il tipo di esperienza che si è in grado di offrire.
Quando il cliente dice: «L’altro professionista ci ha proposto anche questo», la domanda utile non è: «Come posso fare di più?».
È: «Quell’elemento è davvero importante per questo cliente?»
Potrebbe esserlo. E in quel caso vale la pena comprenderne il motivo.
Ma potrebbe anche non esserlo.
Il rischio nasce quando il professionista modifica la propria proposta soltanto per assomigliare a quella con cui viene confrontato. Aggiunge servizi, cambia condizioni, riduce il prezzo o promette modalità operative che non gli appartengono.
A quel punto forse rende l’offerta più simile.
Ma rende meno chiaro il proprio posizionamento.
Un confronto professionale non dovrebbe spingere a cancellare le differenze. Dovrebbe aiutare a spiegarle.
Se un cliente osserva che un altro professionista offre più incontri, per esempio, la risposta non deve necessariamente essere: «Posso aggiungerli anch’io».
Può essere molto più utile spiegare perché il proprio metodo prevede un certo numero di incontri, come vengono organizzati e quale risultato devono produrre.
Se un altro preventivo è più basso, non è sempre necessario difendere immediatamente la propria cifra. È più importante chiarire se le due proposte comprendano realmente lo stesso livello di responsabilità, presenza e servizio.
Il professionista non deve sottrarsi al confronto.
Deve evitare di subirlo.
Questo significa riuscire a riportare la conversazione dalle caratteristiche superficiali ai criteri che rendono le proposte realmente diverse.
Non «io faccio più cose».
Ma: «Questo è il modo in cui lavoro e questo è ciò che permette al cliente di ottenere».
La differenza sembra sottile, ma cambia completamente la percezione.
Quando il professionista conosce il proprio posizionamento, non ha bisogno di svalutare il lavoro degli altri. Può riconoscere serenamente che esistono approcci diversi e aiutare il cliente a capire quale sia più coerente con le sue esigenze.
Può dire: «È una modalità diversa dalla mia. Se per voi quel tipo di servizio è prioritario, è corretto valutarlo. Nel mio caso il lavoro è strutturato in questo modo perché considero centrali questi aspetti».
Una risposta di questo tipo non evita il confronto.
Lo rende utile.
E comunica qualcosa di molto importante: sicurezza.
Chi conosce il proprio valore non ha bisogno di trasformare ogni altro professionista in un concorrente da battere.
Perché non tutti i clienti sono clienti giusti per tutti.
Questa consapevolezza è una parte essenziale del posizionamento.
Un professionista che cerca di essere adatto a chiunque finisce spesso per modificare continuamente il proprio servizio in funzione di ciò che il mercato, il cliente o la concorrenza sembrano chiedere in quel momento.
Il risultato è un’offerta difficile da riconoscere.
Al contrario, un posizionamento chiaro permette anche al cliente di decidere meglio.
Sa che cosa aspettarsi.
Comprende quali elementi distinguono quel professionista.
Può valutare non solo il prezzo o la quantità di servizi inclusi, ma la coerenza tra il proprio bisogno e il modo in cui quel professionista lavora.
Ed è proprio questo il punto.
Il confronto diventa pericoloso quando il professionista accetta di essere valutato esclusivamente attraverso i criteri scelti dagli altri.
Se il cliente confronta due preventivi soltanto sul prezzo, il compito non è necessariamente dimostrare di costare meno.
È aiutarlo a capire che cosa sta realmente confrontando.
Se guarda il numero di servizi inclusi, occorre chiarire quali abbiano un impatto concreto sull’esperienza.
Se mette a confronto due metodologie, bisogna spiegare quale logica sostiene la propria.
Non per convincerlo a tutti i costi. Ma per consentirgli di fare una valutazione corretta.
Essere scelti non dovrebbe significare aver vinto una gara.
Dovrebbe significare che il cliente ha riconosciuto una corrispondenza tra ciò di cui ha bisogno e il modo in cui quel professionista è in grado di accompagnarlo.
Per questo, quando arriva il confronto, la domanda professionale non è: «Come faccio a sembrare migliore dell’altro?»
È: «Come posso rendere più chiaro ciò che distingue il mio modo di lavorare?»
È da qui che il confronto smette di essere una minaccia e diventa uno strumento di chiarezza.
| Competenza WIA
Posizionamento professionale: la capacità di rendere riconoscibili il proprio metodo, il valore offerto e il tipo di esperienza professionale che si propone, senza costruire la propria credibilità sulla svalutazione degli altri. Significa aiutare il cliente a comprendere le differenze e a valutare quale proposta sia realmente più coerente con le sue esigenze. |
Il professionista non deve dimostrare di essere migliore di tutti gli altri.
Deve rendere abbastanza chiaro ciò che lo distingue perché il cliente possa capire se è la scelta giusta per lui.
Questo è solo un altro modo di ragionare come un professionista.
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